Nuova legge in Germania: no alle gare d’appalto per l’acquisizione di dispositivi medici

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di Arnaldo Baroni

L’argomento, come sappiamo, è di grande attualità in Italia, dove, al contrario, c’è la volontà di estendere il ricorso alle gare anche a prodotti ad altissima personalizzazione e per i quali il valore sella prestazione sanitaria è preponderante, come nel caso degli apparecchi acustici.

Va detto che in Germania gli apparecchi acustici, proprio per le motivazioni sopra elencate, erano già esclusi dalle gare e che queste potevano essere bandite esclusivamente per prodotti di serie standard. Ma gli apparecchi acustici, secondo la Direttiva Europea in vigore (CEE 93/42), vengono considerati dispositivi di fabbricazione di serie, e questo generava equivoci nell’interpretazione della regola.

Per risolvere il problema alla radice, il Parlamento tedesco ha recentissimamente emanato una legge che vieta espressamente l’acquisizione tramite procedure pubbliche di acquisto di qualsiasi tipo di dispositivi medici, non solo di quelli ad alta personalizzazione.

La decisione è stata presa dopo aver riscontrato come l’apparente risparmio iniziale ottenuto grazie ad un sistema di gare, veniva del tutto vanificato dalla bassa qualità delle prestazioni e dei dispositivi erogati dal momento che, per sua natura, una gara d’appalto premia i dispositivi rispondenti all’offerta economicamente più vantaggiosa e non quelli di maggiore qualità. Il disservizio generato, che comprendeva l’alta – e ovvia – percentuale di abbandono del dispositivo da parte del paziente, comportava costi sociali ben superiori ai risparmi che ci si illudeva di aver realizzato, finendo per ottenere un risultato economico complessivo opposto a quello desiderato.

Il Ministro della Salute Jens Spahn (nella foto) nel commentare la decisione, ha affermato: “I pazienti e le persone bisognose di cure devono essere sicuri che tutti gli ausili necessari siano di buona qualità e affidabili”, sottolineando inoltre che la battaglia sui prezzi intrapresa finora, alla ricerca dell’offerta più conveniente, è andata “troppo spesso a discapito dei pazienti”. “In futuro, quindi, non faremo più gare relative ad ausili”.

Si tratta di una decisione importantissima che mette in discussione proprio i principi su cui si basano i nuovi LEA in Italia e che potrebbe avere ripercussioni in altre nazioni europee. Le motivazioni sono razionali e pragmatiche, non certo ideologiche. Serviranno a riaprire la discussione anche nel nostro Paese?

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