Sicurezza stradale e disturbi uditivi

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Sicurezza stradale e disturbi uditivi. Un tema trascurato che invece meriterebbe di essere maggiormente approfondito soprattutto alla luce dell’attuale normativa per il rilascio o il rinnovo della patente di guida che non prevede l’obbligo del test audiometrico strumentale. La normativa vigente infatti richiede che per il rilascio o il rinnovo delle patenti A e B “occorre percepire da ciascun orecchio la voce di conversazione con fonemi combinati a non meno di due metri di distanza”. è evidente che un esame così strutturato rischia di presentare un elevato rischio
di inattendibilità. Tale rilevazione infatti è del tutto soggettiva e tra l’altro facilmente superabile e migliorabile visti gli strumenti oggi a disposizione per la misurazione dell’udito.

Sarebbe pertanto auspicabile un aggiornamento della normativa che avrebbe ripercussioni favorevoli sulla sicurezza stradale e sui costi economici e sociali dell’incidentalità. Non a caso le ultime rilevazioni Istat sull’analisi delle circostanze accertate o presunte di incidenti stradali, confermano che i principali comportamenti errati di guida, tra cui la guida distratta, rappresentino da soli il 44% dei casi di incidente. E numerosi studi rivelano come l’udito (insieme alla vista) sia uno dei sensi più influenti sui livelli di attenzione alla guida. Il suo deficit quindi condiziona fortemente la sicurezza degli utenti della strada, tanto più oggi che è strettamente legato a diversi fattori come l’allungamento della vita media e l’aumento della popolazione anziana alla guida, il progresso tecnologico
e multimediale, l’insonorizzazione dell’abitacolo delle auto e l’incremento dell’inquinamento acustico. Questo non significa certo che i disturbi uditivi debbano rappresentare un limite per il rilascio e il rinnovo della patente.

Al contrario, una corretta diagnosi e se necessario l’utilizzo degli apparecchi acustici, consentirebbero una guida sicura, soprattutto per i soggetti over 60. Eppure è ancora significativa la quota di automobilisti che ha problemi uditivi e ne è inconsapevole. Se poi al disturbo uditivo, come spesso accade, si associano altri deficit come quello visivo o di vigilanza attenzione, si forma un insieme di concause responsabile ogni anno del 30% degli incidenti stradali registrati in Italia.

Una situazione di pericolo destinata a crescere di pari passo con l’aumento dell’incidenza dei disturbi uditivi in Italia, dove la prevalenza dell’ipoacusia è stimata pari al 12,1% della popolazione (dati Censis) pari a circa 7 milioni di italiani. Come già sottolineato, alla luce dell’invecchiamento della popolazione, ipotizzando per l’Italia un andamento simile a quello previsto per l’Europa, nel 2050 gli ipoacusici potrebbero toccare quota 10 o 11 milioni.
Per la FIA non si tratta certo di una novità. Già da tempo, infatti, l’Associazione che rappresenta il comparto audioprotesico italiano, chiede a gran voce una modifica della normativa vigente, suggerendo l’introduzione
obbligatoria del test audiometrico strumentale: un test molto semplice e in questo caso importantissimo.

«Da anni chiediamo controlli più scrupolosi per il rilascio o il rinnovo della patente di guida per quanto riguarda l’udito – conferma Corrado Canovi – segretario generale FIA-ANA-ANAP. Oggi la tecnologia permette una misurazione molto accurata del deficit uditivo che rappresenta un fattore importante per la sicurezza di tutti. Portiamo avanti con convinzione questa battaglia alla quale nel tempo si sono untiti anche i cittadini. Purtroppo è già capitato che qualcuno sia rimasto vittima di incidenti stradali causati da automobilisti con disturbi uditivi. Troppe patenti vengono rinnovate in seguito ad una visita medica del tutto superficiale. Siamo disponibili a collaborare con le istituzioni mettendo a disposizione la nostra professionalità sanitaria, ma riteniamo urgente un cambio di rotta».

Ad avvalorare la richiesta i risultati di un’indagine che alcuni anni fa venne condotta dalla Clinica otorinolaringoiatra di Torino presso le strutture degli Automobile Club provinciali di Torino, Milano, Genova, Firenze, Roma, Napoli e Bari, dove gli automobilisti si sottoposero volontariamente a un esame audiometrico gratuito per valutare le proprie capacità fi siche al volante. Il test ha evidenziato che il 67% delle persone soffre di ipoacusia, ma la metà di queste lo ignora. Lo studio aveva inoltre documentato che nei soggetti ipoacusici rilevati tra il 15% e il 16% hanno
problemi di sonnolenza, tra il 6,9% e il 24,7% presentano alterazioni dello stato di vigilanza e tra il 5,5% e l’8,8% presentano un’alterazione della soglia di attenzione.
La rilevazione ha misurato anche lo stretto legame della sordità con la distrazione, che, come ripetutamente sottolineato, è la prima causa di incidente: il 20,5% dei conducenti ipoacusici non comprende i notiziari radiofonici sul traffico, il 17,4% non percepisce la conversazione tra gli altri passeggeri e il 16,4% chiede spesso di ripetere quanto detto da chi gli sta seduto accanto.

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