Sarà un Natale “a distanza”, ma ripartiremo migliori di prima

271
0
Share:

di Mauro Menzietti

Presidente ANA

Quello alle porte sarà, come preannunciato, un Natale “a distanza”. Dobbiamo proteggerci, noi e i nostri cari, da una possibile nuova ondata del virus che sta così radicalmente trasformando le nostre abitudini. E sarà un Natale a distanza anche per gli oltre 8 milioni di ipoacusici in Italia, che ancora una volta si renderanno conto dell’importanza di un udito sano nel momento in cui le modalità di comunicazione cambiano, diventano più difficili a causa del distanziamento e delle mascherine. Un allarme sociale di cui finalmente l’opinione pubblica sta prendendo coscienza e che noi abbiamo tradotto in campagne di comunicazione associative alle quali si sono unite anche altre fette importanti del comparto come Anifa e Confindustria Dispositivi Medici.

Il nostro mondo è cambiato, viviamo continue sfide e la capacità di essere resilienti diventa fondamentale. Per questo è importante farsi trovare preparati. L’isolamento forzato imposto dal virus ha aggravato la sensazione di isolamento e frustrazione di chi ha problemi di udito. In tanti si sono recati nei nostri Centri Acustici in cerca di una soluzione che era diventata improrogabile. Ma ancora tanti tendono ad eludere il problema piuttosto che risolverlo.

Una incomprensibile realtà che è raccontata dai numeri, ancora l’80% dei deboli di udito non affronta il problema. Parafrasando un termine “di moda” in questo periodo, sono ancora troppi i “negazionisti” dell’udito, soprattutto anziani, i più colpiti anche dalle conseguenze sociali della pandemia, costretti a una solitudine ancora maggiore. Ci si potrebbe interrogare all’infinito sulle motivazioni di questo inspiegabile ritardo, ma ora non è questo che ci interessa.

Oggi ci interessa una modalità nuova. Ci interessa stabilire un contatto, aprire un collegamento stabile tra noi e i cittadini. Diffondiamo il nostro valore, facciamo conoscere le nostre competenze. è arrivato il momento. arrivato, come l’essere stati inseriti, Audioprotesisti e centri Acustici, nei servizi ritenuti essenziali per la comunità, quindi “sempre aperti”, sempre pronti a fare il nostro lavoro in piena emergenza sanitaria. E ricordiamo l’importanza e la responsabilità del nostro lavoro: l’udito è fondamentale e una volta perso non si recupera. Ricordiamolo ai giovani, che hanno affrontato per la prima volta la didattica a distanza; insegniamolo ai più piccoli, che cresceranno con questa consapevolezza.

Il primo passo è non trascurare i segnali, i primi campanelli d’allarme: il bisogno di alzare il volume della Tv; chiedere al nostro interlocutore di ripetere le frasi e, oggi soprattutto, non comprendere i dialoghi specie con le mascherine. Aiutiamo le persone a riconoscere che la soluzione dei disturbi uditivi è semplice.

Lungi dal farsi ingannare dal “fai da te” o dai miracoli promessi da internet, il rimedio va cercato nel professionista sanitario, laureato e iscritto all’Albo, a cui chiedere una consulenza anche al proprio domicilio.

Spieghiamo che è facile recarsi in uno degli oltre 1.300 Centri Acustici Riconosciuti ed effettuare un controllo gratuito dell’udito, iniziando così, se necessario, un corretto percorso di rimediazione applicando la migliore tecnologia acustica che oggi offre il mercato, anche in convenzione Asl-Inail.

Brindiamo al nuovo anno con l’orgoglio di appartenere ad un’elite: l’audioprotesi italiana è maglia d’oro d’Europa e gli apparecchi acustici sono i dispositivi medici che più di tutti migliorano la vita degli utenti.

Anche di fronte a un evento dirompente come l’emergenza sanitaria vissuta quest’anno, del tutto inaspettata, che ci ha colti tutti comprensibilmente impreparati, abbiamo reagito esemplarmente. Dopo un iniziale e normalissimo spaesamento, abbiamo ripreso in mano la situazione, consci del nostro ruolo. Si dice che dopo questa esperienza non saremo più gli stessi. Lo credo anch’io, perché saremo sicuramente migliori di prima.

Share:

Leave a reply