La salute uditiva rappresenta un elemento fondamentale del benessere generale della persona, eppure troppo spesso viene trascurata o considerata secondaria rispetto ad altri aspetti della salute. Numerosi studi dimostrano come le patologie uditive, se non intercettate tempestivamente, possono avere un impatto significativo non solo sulla capacità di ascolto, ma anche sulla comunicazione, sulle relazioni sociali, sulle funzioni cognitive e sulla qualità della vita complessiva. In questo contesto, lo screening uditivo precoce assume un ruolo centrale e strategico, diventando uno strumento essenziale di prevenzione e tutela della salute pubblica.
Effettuare controlli uditivi regolari consente di individuare eventuali deficit nelle fasi iniziali, quando i segnali sono spesso lievi e facilmente sottovalutabili. Molte persone, infatti, tendono ad adattarsi gradualmente alla perdita uditiva senza rendersene conto, sviluppando strategie compensative che mascherano il problema fino a quando questo non diventa più evidente e invalidante. Lo screening precoce permette invece di intervenire in modo tempestivo, evitando che una perdita uditiva non trattata evolva negativamente.
Un intervento precoce migliora l’efficacia dei percorsi riabilitativi, facilita l’adattamento a eventuali soluzioni audioprotesiche e contribuisce a preservare le capacità comunicative e cognitive nel lungo periodo.
Negli ultimi anni è emersa con crescente chiarezza la relazione tra ipoacusia non trattata e diverse condizioni di fragilità, tra cui isolamento sociale, depressione e declino cognitivo. L’udito non è solo un senso deputato alla percezione dei suoni, ma uno strumento fondamentale per mantenere relazioni attive, partecipare alla vita sociale e restare cognitivamente stimolati.
Lo screening uditivo precoce, dunque, non è soltanto un atto di prevenzione sensoriale, ma un vero e proprio investimento sulla salute globale della persona, in grado di incidere positivamente sul benessere psicologico e sociale.
Se lo screening uditivo neonatale e pediatrico è ormai riconosciuto come una buona pratica imprescindibile, è altrettanto importante promuovere controlli regolari anche nell’età adulta e anziana. L’esposizione prolungata al rumore, l’invecchiamento fisiologico, alcune patologie e l’assunzione di farmaci ototossici sono solo alcuni dei fattori che possono compromettere progressivamente la capacità uditiva.
In questo scenario, la diffusione di una cultura della prevenzione uditiva diventa fondamentale. Effettuare un esame dell’udito anche in assenza di sintomi evidenti dovrebbe essere considerato un gesto di attenzione verso se stessi, al pari di altri controlli di routine.
Un passo significativo in questa direzione è rappresentato dalle novità introdotte dal nuovo Codice della Strada, che stabilisce come l’esame uditivo per il rinnovo della patente debba essere strumentale e non più basato sulla semplice prova della voce sussurrata a due metri di distanza. Questo cambiamento segna un’evoluzione importante, sia sul piano della sicurezza stradale sia su quello della prevenzione sanitaria.
La valutazione strumentale consente infatti una misurazione oggettiva e accurata della capacità uditiva, superando un metodo obsoleto e poco affidabile.
Si tratta di una grande occasione per intercettare deficit uditivi non ancora diagnosticati, portando molte persone a prendere consapevolezza di eventuali difficoltà e a intraprendere un percorso di approfondimento e cura.
Un buon udito è un requisito essenziale per la sicurezza alla guida: percepire correttamente segnali acustici, clacson, sirene e rumori ambientali è fondamentale per reagire prontamente alle situazioni di pericolo. L’introduzione di test strumentali contribuisce dunque a migliorare la sicurezza collettiva, garantendo che chi si mette alla guida disponga di capacità sensoriali adeguate. Al tempo stesso, l’esame uditivo legato al rinnovo della patente può diventare un potente strumento di sensibilizzazione sanitaria, avvicinando un numero sempre maggiore di cittadini al controllo dell’udito e alla prevenzione.
In questo contesto, il ruolo dei professionisti dell’udito – in particolare degli audioprotesisti – è cruciale. Grazie alle loro competenze tecniche e cliniche, essi rappresentano un punto di riferimento fondamentale per lo screening, la valutazione e l’orientamento del paziente verso soluzioni personalizzate e percorsi riabilitativi efficaci.
Promuovere lo screening precoce significa anche valorizzare una professionalità che opera quotidianamente per migliorare la qualità della vita delle persone, attraverso un approccio che unisce tecnologia, competenza e relazione umana.
Lo screening uditivo precoce non deve essere percepito come un atto straordinario, ma come una pratica di prevenzione accessibile, semplice e fondamentale. Intercettare tempestivamente le patologie uditive significa preservare la comunicazione, l’autonomia, la sicurezza e il benessere complessivo della persona. L’introduzione di esami uditivi strumentali per il rinnovo della patente rappresenta un’opportunità preziosa per diffondere una maggiore consapevolezza sull’importanza dell’udito e per avvicinare sempre più cittadini alla prevenzione. Un’occasione da cogliere e valorizzare, affinché ascoltare bene oggi significhi vivere meglio domani.
Corrado Canovi
Presidente ANAP




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