Eurotrak 2025: cresce in Italia il numero di apparecchi acustici

Gen 16, 2026 | Associazione, Attualità | 0 commenti

L’Italia si conferma ai vertici europei per adozione, soddisfazione e qualità dell’assistenza legata agli apparecchi acustici. A dirlo sono i risultati della ricerca EuroTrak Italia 2025, presentata in anteprima al XXI Congresso della Federazione Italiana degli Audioprotesisti (FIA) a Rimini. La ricerca, condotta su un campione di 15 mila persone, fotografa un Paese in cui la consapevolezza sulla salute uditiva è in costante crescita.

Secondo i dati, oltre 7 milioni di italiani – pari al 12,4% della popolazione – convivono con una perdita uditiva, la percentuale più alta tra i principali Paesi europei. Nonostante ciò, il quadro complessivo è incoraggiante: il 40% delle persone ipoacusiche utilizza oggi un apparecchio acustico, una quota aumentata in modo costante negli ultimi quindici anni e ormai vicina ai livelli di Francia e Germania. Il tasso di adozione cresce in particolare tra coloro che registrano una perdita uditiva più marcata.

La ricerca conferma anche la centralità del percorso clinico: il 31% degli intervistati ha effettuato un esame audiometrico negli ultimi cinque anni, nella maggior parte dei casi su indicazione dell’otorinolaringoiatra o del medico di famiglia. Gli apparecchi vengono sostituiti mediamente ogni cinque anni, mentre tra la consapevolezza del problema e l’acquisto trascorrono in genere da due a sei anni. Un tempo che molti giudicano eccessivo: il 67% degli utilizzatori, infatti, dichiara che avrebbe dovuto intervenire prima.

Dal punto di vista della soddisfazione, l’Italia si posiziona ai primi posti in Europa. L’87% degli utenti sostiene che il proprio apparecchio funziona come previsto o persino meglio, mentre l’80% si ritiene complessivamente soddisfatto del dispositivo. L’uso quotidiano è elevato, con una media di 8,2 ore al giorno, e solo una piccola minoranza – il 6% – non lo indossa regolarmente.

L’impatto sulla qualità della vita è uno degli aspetti più significativi della ricerca: il 96% degli utilizzatori riferisce un miglioramento evidente, non solo nell’ascolto ma anche nella sfera sociale e relazionale. Quasi otto persone su dieci parlano di comunicazione più fluida in famiglia e maggiore armonia nei rapporti personali; il 77% segnala un aumento della serenità mentale; l’80% si sente più sicuro alla guida e l’85% più a proprio agio negli spostamenti quotidiani. Il beneficio è evidente anche sul lavoro: il 96% degli intervistati giudica l’apparecchio acustico uno strumento prezioso per la produttività e la partecipazione. Resta però un nodo informativo importante: circa la metà degli italiani non è a conoscenza del fatto che gli apparecchi acustici possono essere rimborsati dal Servizio sanitario nazionale. Una mancanza che, secondo gli esperti, potrebbe ostacolare l’accesso tempestivo alla riabilitazione uditiva.

«Serve rafforzare l’informazione e accompagnare i cittadini lungo un percorso di cura chiaro e multidisciplinare», – ha dichiarato Sandro Lombardi, presidente di ANIFA Confindustria Dispositivi Medici, presentando i dati. Lombardi sottolinea come le nuove tecnologie, sempre più raffinate anche grazie all’intelligenza artificiale, permettano soluzioni personalizzate ed ešcaci. Ignorare i primi segnali di calo uditivo, avverte, può favorire isolamento sociale, stress psicologico e una riduzione della qualità della vita.

Il centro acustico specializzato si conferma il punto di riferimento privilegiato per l’acquisto delle protesi, mentre il ruolo dell’audioprotesista viene riconosciuto e apprezzato da oltre l’80% degli utenti. Un dato che rafforza l’importanza della collaborazione tra medici, professionisti e tecnologia nel garantire un percorso di cura efficace e accessibile.

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Author: Audioprotesista

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