Nuovi LEA: ritorno a tariffa per gli apparecchi acustici

Gen 16, 2026 | Associazione, Attualità | 0 commenti

Lo scorso 23 ottobre 2025 la Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera definitivo al decreto di aggiornamento del DPCM sui Nuovi LEA che contiene il ritorno a tariffa dell’assistenza audioprotesica (apparecchi acustici e prestazione del Tecnico Audioprotesista).

Si tratta di un enorme risultato auspicato e frutto dell’impegno dell’Associazione sin dal 2016, che pone fine – definitivamente – all’annosa questione delle gare d’appalto per l’assistenza ai deboli d’udito. Parallelamente, FIA ha lavorato – in questa fase transitoria dal vecchio al nuovo sistema – a una proposta di tariffario regionale transitorio oggi in uso presso la maggioranza delle Regioni italiane.

Una modifica destinata a segnare un cambio di passo nella protesizzazione uditiva italiana. Con l’approvazione, infatti, gli apparecchi acustici tornano al regime “a tariffa per appropriatezza”, superando definitivamente la logica delle gare d’appalto che negli ultimi anni aveva generato criticità e disomogeneità tra i territori.

«La decisione poggia su un chiarimento tecnico fondamentale – spiega Riccardo Cattaneo, consigliere ANA – gli apparecchi acustici vengono ora classificati come “dispositivi di serie che richiedono un alto intervento di personalizzazione”. Una definizione che riconosce la natura individuale della riabilitazione uditiva e valorizza il ruolo professionale dell’audioprotesista.

Sul piano pratico, il nuovo assetto comporta l’annullamento dei sistemi di gara per gli apparecchi acustici – che restano invece previsti per gli impianti cocleari – e prevede un periodo di transizione preciso. Il decreto sarà pienamente operativo entro febbraio 2026; a partire da quel momento, ciascuna Regione avrà 30 giorni per adeguarsi ai nuovi codici e recepire la normativa all’interno dei propri sistemi amministrativi. Un passaggio definito “storico” dal presidente ANAP Corrado Canovi, che sottolinea come la riforma rappresenti una vera svolta per il settore.

«Da febbraio 2026 – afferma – in Italia non si faranno più gare per gli apparecchi acustici. Ogni Regione potrà integrare il livello minimo previsto dai LEA e applicare eventuali correttivi, garantendo finalmente uniformità e qualità nell’accesso alla riabilitazione uditiva». L’obiettivo, spiegano gli addetti ai lavori, è duplice: tutelare il cittadino attraverso un percorso più personalizzato e clinicamente appropriato e, allo stesso tempo, valorizzare la professionalità degli audioprotesisti, chiamati a seguire ogni paziente con strumenti adeguati e non imposti da procedure meramente economiche.

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Author: Audioprotesista

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